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SOLO LO STOP PUO’ GARANTIRCI UN FUTURO
Giovedì l’Intercategoriale si riunisce perché è ormai insostenibile la crisi nella quale è stata gettata l’ippica.
SIAMO ALLA STRETTA FINALE.
Le abbiamo provate tutte:
-abbiamo tentato la mediazione,
-abbiamo dato fiducia a chi non la meritava,
-ci siamo genuflessi dinanzi a dirigenti che hanno stipendi principeschi (fino a 140.000 euro all’anno) ricavati dal lavoro di allenatori e guidatori che sgobbavano senza riuscire a mettere il piatto in tavola,
-ci siamo fatti strappare le Agenzie ippiche da un gruppo di furboni che hanno riservato i salotti buoni alle altre scommesse riducendo l’ippica nei gabinetti di servizio,
-abbiamo permesso che l’UNIRE divenisse pascolo per i politici trombati e per la loro corte dei miracoli, che non sanno nulla di ippica e che assorbono come spugne il ricavato del nostro lavoro,
-abbiamo subito le angherie delle Agenzie, vere padrone, che ci hanno mandato in pista in orari pazzeschi e nei giorni che “a loro” facevano comodo
-ci hanno trattato da straccioni, mettendoci anche gli uni contro gli altri con la politica dei favori personali,
-il nostro sudore ha permesso finanziamenti a chi non sa gestire un’azienda, collaborazioni inutili (prego controllare il sito UNIRE…), personalizzazioni, viaggi di personaggi ippicamente sprovveduti nei Paesi dove si svolgevano avvenimenti importanti, Fiere dove si allestivano costosi padiglioni dove si raccontavano solo favole bugiarde.
ORA BASTA. BISOGNA METTRE FINE ALLO SCONCIO
Le corse servono in questo momento solo a pagare gli stipendi principeschi ai funzionari, il fitto della sede UNIRE, i debiti dell’Ente.
Noi corriamo e continuiamo a fare debiti. Ci conviene?
Allora fermiamo le corse fino a quando non ci pagano TUTTI i premi vinti. Così non saremo noi soli a soffrire. Senza corse, vedremo se i signori dell’UNIRE senza stipendi troveranno il modo di cambiare tutto, di capire che il compito dell’Ente è la salvaguardia dell’ippica e non l’arricchimento di chi la rappresenta.
E’ l’ultima speranza. Niente promesse. Corriamo solo se ci pagano i premi.
(g.c.)
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